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COMMUNICATING LUXURY:
BREAK THE RULES TO BUILD LUXURY

Cosa intendiamo oggi per “lusso”? Mi viene da definirlo come la tensione, lo slancio, l’aspirazione alla realizzazione di un nostro desiderio individuale. Può esplicarsi nel possesso di oggetti raffinati, di squisita fattura, ricercati, sofisticati, realizzati con materiali di nuova concezione, applicando tecnologie innovative. In questo senso il lusso è stimolo all’innovazione, alla ricerca di nuovi materiali e design.

Il concept del luxury non è mai statico, muta a seconda degli ascensori sociali, delle epoche storiche, dei trend e dei mercati…c’è chi come Giorgio Armani, Re incontrastato del Made in Italy, lo ha definito qualcosa a cui non aggiungere ma togliere-in una logica less is more- e chi invece come Oscar Wilde faceva dello strabordare del lusso un imperativo categorico. Inutile ed essenziale, è un assoluto da desiderare, da ricercare, da raggiungere, legato alla bellezza, alla perfezione ideale, alla luce, alla grazia.
Il settore luxury è il “segmento di pregio” dello scenario di mercato che si intende analizzare: dall’architettura al design, dal prét a porter all’ automotive, dal beauty all’ hotellerie. Chi lo definisce superfluo ne ignora lo sforzo tattico, l’accurata segmentazione del mercato che vi è dietro, gli specifici codici cromatici che lo contraddistinguono. Il lusso che sa di esclusivo ed iconico è tutt’altro che vanesio, anzi vanta specifici valori e dimensioni: sociali, contrattuali e semiotici. Il lusso è armonia tra mercato e creatività, è un’incisiva forza identitaria sia etica che estetica; da qui l’importanza di costruire la percezione del luxury nella mente dell’audience.

Si dice che non c'è lusso senza marca e che una marca di lusso è una persona in carne ed ossa con delle radici ben fissate. La comunicazione del settore deve irradiarsi, non ha ciclo di vita, ha una legittimazione dovuta all'autorevolezza, alla classe ed alla creazione. Il valore della Comunicazione Luxury è l’identità dei valori che essa racconta: costruisce e diffonde un sogno iconico ed esclusivo.
Il lusso non è infatti confinabile al prodotto, in quanto un Key asset del settore è proprio quello di essere in grado di soddisfare non tanto un bisogno funzionale ma uno simbolico/emozionale. E’ un modo diverso e globale di comprendere i clienti, di gestire la marca e l'impresa: un approccio di management che sovverte le regole del marketing tradizionale. L’acquisto di alta gamma è rivelazione personale di un anelito segreto, è il modo reale di concretizzare il desiderio. Il vero consumatore del lusso quindi sceglie il brand per i valori che esso rappresenta, che sono veicolati da una strategia di comunicazione che racconta il sogno, anticipa l’experience. Questo racchiude in sé una storia, un’etica, un’estetica, un senso di innalzamento al divino, perché il cliente possa riconoscersi e fidelizzarsi inconsciamente.

Non importa se al centro dell’attenzione è un abito, un automobile, un gioiello, ciò che importa è rendere distintivo e differenziante l’asset valoriale che vuoi veicolare.
 E’ necessario quindi per un marchio di lusso creare un brand forte, in cui le persone possano identificarsi, in cui allo stesso tempo possano ritrovare parte di sè. Viene lasciato poi al consumatore il gusto di poter leggere il brand e interpretarlo a proprio piacimento ma non la possibilità di “costruirlo”. Il cliente può distaccarsi da ciò che vede, ma non necessariamente da ciò che guarda, perché se l’osservatore è attento ed esperto il suo interesse tornerà nuovamente là dove la volta precedente ha trovato le emozioni o i valori che sta cercando. Il gioco si snoda qui.

Ma quali sono i numeri e le prospettive che riguardano questo mercato?
880 miliardi di dollari investiti in prodotti d’eccellenza da un totale di 440 milioni di consumatori. Sono questi i valori su cui potrà contare il mercato del lusso nel 2020 secondo Altagamma, la fondazione che riunisce l’industria culturale e creativa italiana. Il Made In Italy che è in testa alle classifiche di preferenza dei globe trotter, superando di tre volte il Made In France in materia di acquisti di lusso. A questo quadro previsionale del tutto positivo dovranno indubbiamente corrispondere delle strategie ben pianificate per non farsi cogliere impreparati ed essere in grado di soddisfare le esigenze sempre più diversificate di chi acquista. Lo studio si fonda sulla consapevolezza dell’importanza centrale del consumatore quale motore principale della crescita del settore del lusso e, di conseguenza, mira a delineare un ritratto ben definito di chi con i propri acquisti determina la crescita organica dei profitti, con lo scopo di adottare nuove tecnologie e nuove strategie, a partire dalla riconsiderazione del marketing mix.
L’Italia nel Communicating Luxury è maestra nel disegnare le traiettorie delle strategie del domani, interessando anche investitori stranieri del settore di alta gamma.

Il mio invito in questo scenario è quello di Comunicare i valori, di non ridurre tutto a semplice advertising.
Comunicate, non fate soltanto pubblicità!





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