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RFID: applicazioni, vantaggi ed incentivi


Nell’evoluzione dirompente del nostro tempo, di cui non siamo spettatori ma veri attori protagonisti, sentiamo spesso parlare di RFID, acronimo che sta per Radio-Frequency IDentification, tecnologia importante e pervasiva per l'identificazione e/o memorizzazione automatica di informazioni inerenti ad oggetti, animali o persone (automatic identifying and data capture, AIDC).

Investire in ricerca e sviluppo ed innovare, oggi, deve rappresentare una priorità per le aziende italiane, di qualsiasi settore. A questo proposito, l’introduzione di uno strumento come l’RFID può migliorare la gestione del business a 360 gradi, con risultati essenziali anche in termini di ROI. Se, infatti, considerando le logiche di produzione e gestione, il tag aumenta la tracciabilità e la protezione delle diverse componenti e dei prodotti, velocizzando e aumentando la precisione di questi processi, anche lato cliente i benefici non sono trascurabili.
L’RFID è una tecnologia di riconoscimento univoco e automatico sempre più utilizzata nella logistica, nella distribuzione ma anche per la gestione degli asset, risolvendo inventari e sistemi di archiviazione attraverso processi di tracciabilità e rintracciabilità massimamente efficaci ed efficienti.

Questa tecnologia può senz’altro dare un grande contributo nell’affrontare le sfide rilevanti dei prossimi anni: dalla produzione di massa alla personalizzazione di massa, dalle economie di scala alle unità localizzate e flessibili, dalla produzione su ordine con stoccaggio delle scorte alla produzione dinamica e flessibile.
L’ RFID permette a noi aziende di ottenere risparmio dei costi, maggiore sicurezza e duttilità.

Si tratta di una tecnologia completamente trasversale che offre vantaggi in molteplici campi d’applicazione: nello specifico, nel mondo del Retail, dalla logistica agli inventari di negozio, dall’esperienza d’acquisto del cliente (ad esempio tramite specchi intelligenti) fino ad arrivare alla gestione automatica delle scadenze del prodotto fresco sugli scaffali di un supermercato. Il settore retail può così contare su protezione, ma anche affidabilità e velocità per la disponibilità e la gestione di merci e inventario oltre che un servizio competitivo al cliente.
Nel mondo del retail, ad esempio, grazie alla tecnologia RFID è possibile monitorare in modo capillare e in tempo reale gli stock, evitando lo spreco ma anche le vendite perse a causa di prodotti non più disponibili in inventario. Inoltre, in termini di customer experience, c’è la possibilità di offrire al cliente una vera e propria esperienza d’acquisto, strutturata e organizzata secondo le sue effettive necessità, e con una strategia di tipo multicanale, in linea con quella attuata anche lato marketing, e che rispecchi le attuali abitudini di acquisto dei consumatori.

Il principale obiettivo dell’impiego di tale tecnologia è la transizione verso una prospettiva di lungo periodo, testimoniata dal focus sul miglioramento del Customer Lifetime Value: un indicatore che misura la capacità del retailer di generare valore per il cliente nel corso di una relazione prolungata e ricca di esperienze e significato.
Mi permetto, quindi, di definire l’RFID come una tecnologia dalla spiccata natura trasversale, che interseca una pluralità di settori applicativi, declinati in aree di mercato altrettanto variegate: la logistica, ad esempio, è ambientata nel food&beverage, sanità & pharma, fashion e gestione documentale.
La PA (Pubblica Amministrazione) accoglie questa tecnologia in numerose applicazioni, tra cui l’erogazione dei servizi ai cittadini in un’ottica interconnessa di Smart City, passando per i trasporti, il ticketing e smart payment e l’edutainment nella fruizione interattiva di mostre, parchi e siti archeologici.
Nel caso di controllo accessi persone, l’RFID vive in scenari quali fiere e congressi, concerti e raduni in generale, edifici o particolari aree delimitate (es. cantieri edili e Grandi Opere), banche e caveau che contengono oggetti di elevato valore (gioielli, opere d’arte), parchi giochi e divertimento, hôtellerie per consentire (o meno) l’ingresso dell’ospite in camera o in altre zone (es. SPA). 

L’RFID non è comunque solo una tecnologia applicabile al mondo aziendale, ma si innesta ormai anche nella nostra vita quotidiana: passaporti elettronici, telepass, chiavi della macchina di ultima generazione e molto altro.
Se vi chiedete come sia possibile cronometrare i tempi di atleti in competizioni sportive di massa – pensate, ad esempio, alla maratona di New York, con decine di migliaia di corridori – è perché non avete mai pensato ai possibili utilizzi dei chip RFID. E perché, probabilmente, non sapete che possono essere sottilissimi e piccolissimi. Agli atleti viene consegnato il chip prima della partenza, sotto forma di cavigliera o "affogato" nel pettorale: alla linea di start e a quella d'arrivo sono posti dei ricevitori in grado di captare contemporaneamente il segnale proveniente da decine e decine di chip e iniziare (o stoppare) il cronometraggio, così da avere misure sempre precise e puntuali.
L'ultima frontiera del tag RFID è il tracking delle interazioni sociali nel corso di eventi mondani, feste e incontri pubblici. Dotando tutti i partecipanti a un qualsiasi evento di tag RFID sarà possibile monitorare le loro interazioni sociali e tenerne traccia: si potranno così ricavare dati socio-demografici sulla formazione di gruppi e l'interazione all'interno e all'esterno della nuova cerchia sociale.

Queste mie riflessioni inerenti il tema trattato, vogliono essere una testimonianza ed una sorta di “endorsement” nei confronti di questa tecnologia che sta contribuendo a disegnare la geografia del mondo che cambia con noi. Le sfide e le opportunità in quest’ambito sono davvero infinite ma il risultato che si prospetta, sia dal lato delle aziende che da quello del consumatore, contribuisce a migliorare la vita della comunità in termini di semplificazione dei processi, velocità e precisione.





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